Forse anche voi appartenete alla generazione delle “parti basse”, così come la definisce la scrittrice Eve Ensler. “Quelle erano le parole − pronunciate raramente e sottovoce − che usavano le donne della mia famiglia per indicare tutti i genitali femminili, interni o esterni”, così dice ne “I monologhi della vagina”, un suo testo teatrale del 1996.

Forse, a sentire questa espressione, avete sorriso.

In realtà però la differenza tra vulva e vagina non è così chiara a tutti. Ma non è nemmeno troppo una cosa strana, a ben pensarci: il pene se ne sta tutto rivolto all’esterno, senza riparo alcuno, esposto impietosamente a occhiate e giudizi. L’organo genitale femminile invece è in grossa parte nascosto dentro la cavità addominale, celato alla vista se non per quella strana fessura che (quasi) tutte noi ci portiamo vergognosamente in giro.

“Il cazzo si vede, la patata no. E un luogo misterioso, cavernoso e buio, sconosciuto anche alle stesse donne. Fai conto che noi per guardarcelo ce lo prendiamo in mano, loro per dare un’occhiata hanno bisogno di uno specchio. Ti rendi conto? Tu non sai quante di loro non hanno idea di cosa ci sia là sotto. E se la portano in giro con disinvoltura”. Fabio Volo dixit (2009, Il tempo che vorrei).

Amen, aggiungerei io.

Meno se ne sa, meno se ne parla. E meno se ne parla, meno se ne sa.

Avviene così che, nel linguaggio di tutti i giorni, vulva e vagina diventino sinonimi, la clitoride (articolo femminile davanti, diamine! Femminile!!) un bottoncino pressoché inutile (se non addirittura da asportare in qualche parte nel mondo, così da garantire maggiore ubbidienza e tranquillità) e le labbra un semplice contorno per un bel sorriso.

Con buona pace del piacere e del divertimento di donne e uomini!

 

La vagina non è la vulva

E altre informazioni utili per non sbagliare strada

Avviene allora che molte persone non si divertono come potrebbero sotto le lenzuola. Questo perché, nella sessualità come nella vita la conoscenza è potere. Insomma, la topa è uno dei pochi campi in cui non vale il detto”ignoranti e felici”: la verità è che se volete essere felici, dovete imparare a leggere le labbra. Le piccole, preferibilmente.

Ma non fatevene una colpa. Non la consegnano corredata di un manuale di istruzioni e lei, di suo, se ne sta tutta chiusa in se stessa e ricoperta di peli, non proprio intuitiva come il compare pene, che invece passa il giorno di fuori a ciondolare.

Allora vi do una mano io: in questo lungo vi spiego come è fatta una donna per quanto riguarda la sua “anatomia sessuale”: in questa sede tralascerò quindi volutamente tutte le parti anatomiche che non rientrano nel gioco della seduzione, concentrandomi su quelle deputate al piacere. Ci sarà tempo poi per parlare di riproduzione e figli, adesso ci dedichiamo al puro divertimento.

Se quindi volete venirmi dietro come dio comanda, il mio consiglio è di armarvi di uno specchio e di un po’ di tempo per dedicarvi a una osservazione di voi stesse di prima mano. Se invece siete in ufficio o in metropolitana, ecco, magari mo leggete e basta e rimandate la parte pratica a quando siete arrivate a casa… Se invece siete uomini, benvenuti! E congratulazioni! La Forza scorre potente in Voi! Se però, nonostante la Forza, al momento non avete una fidanzata che gentilmente si presta a favorire le immagini, potrete fare affidamento sulle illustrazioni dell’autrice.

Visto che qui a Sex Salad non ci lasciamo incastrare dalle abitudini, non iniziamo come fanno tutti questo tour della vagina dalla vagina, ché tutto sommato non è la parte più interessante e divertente. Partiamo piuttosto dal cuore pulsante di questo magico e misconosciuto antro di piacere: la clitoride. Tra tutte le parti anatomicamente definite, la clitoride è sicuramente quella più complicata da individuare, ma quella che dà le migliori soddisfazioni sia a lei che a lui.

Purtroppo sembra che dopo la sua scoperta, avvenuta nel 1950, il punto G sia diventato virtualmente e fisicamente irraggiungibile. Probabilmente perché Gräfenberg, consapevole della portata rivoluzionaria della sua scoperta, si portò il segreto nella tomba.
(Nonciclopedia)

Iniziamo con il dire che, se non avete bene idea di come sia fatta, proprio tutta responsabilità vostra non è: se ne sta coperta da un lembo di pelle (chiamato più correttamente prepuzio clitorideo), nel punto di congiunzione tra le piccole labbra (quelle interne per intenderci). Per poterlo osservare occorre mettere in mostra questo punto, divaricando le labbra con l’ausilio di due dita e ritraendo il prepuzio. Quello che appare è un piccolo bocciolo rosso (propriamente detto glande clitorideo) che durante l’eccitazione, sotto l’effetto della vasodilatazione generalizzata, si inturgidisce e rigonfia anche in modo consistente, emergendo spontaneamente dal suo prepuzio.

Da un punto di vista prettamente medico, la clitoride è un organo erettile, costituito da una radice doppia fatta di corpi cavernosi (gli stessi che compongono l’asta del pene), che corrono ai lati del pube, riunendosi superiormente a formare un organo unico, di forma cilindrica. Quello è il corpo della clitoride vero e proprio: si estende in alto e in avanti, per poi ripiegare in basso, terminando con la parte visibile, il glande appunto coperto dal suo prepuzio di piccole labbra. Misura circa 2/4 mm di cui 3 nascosti dietro le grandi labbra e ha circa 8.000 terminazioni nervose.

Ora, ve e ho parlato subito perché, da un punto di vista biologico, è l’equivalente del pene maschile, un organo erettile analogo, tanto è vero che viene chiamato anche “pene arcaico“. Nei primi mesi dopo il concepimento infatti i genitali maschili e femminili appaiono identici e, anche se nel corso della gestione è evidente che subiscano grandi modificazioni di forma, non ne subiscono nella sostanza. Sono entrambi organi particolarmente sensibili al tatto e alla pressione, densi di terminazioni nervose che si irradiano ai due lati del bacino e in profondità dentro esso, avvolgendo la vagina nelle donne e la prostata negli uomini. Nella donna, questo insieme viene chiamato anche CUV, complesso clitoro-uretro-vaginale e ne parleremo in maniera più estesa quando parleremo di eiaculazione femminile e squirting.

Ho sentito di alcuni punti G morti di noia, mentre continuavano a ripetere le coordinate (Anonimo twitter)

A questo punto potreste anche smettere di leggere: se imparate a maneggiare (e non è un modo di dire, parlo letteralmente) questo piccolo oggettino potrà garantire a tutti voi grandi e durature soddisfazioni.

Ri-amen!

Ma sarebbe come fermarsi alle porte del Paradiso dopo un lungo viaggio: è vero che siete arrivati a destinazione, ma non aggirarsi in questo vasto giardino lussureggiante solo per pigrizia sarebbe un vero peccato.

Spostando i vostri polpastrelli dalla clitoride lungo i due lati dell’apertura vaginale, vi ritrovate ad accarezzare le piccole labbra. Esse rappresentano la prima, efficace, barriera per il canale vaginale e quello uretrale. A protezione ulteriore, esternamente alle piccole, troviamo le grandi labbra. Il nome, così evocativo, rispecchia in pieno la grandezza di questa parte anatomica: carnose e succulente, in condizioni di riposo sono in grado di chiudere in maniera quasi ermetica ma estremamente delicata l’ingresso del canale vaginale, impedendo ai fluidi secreti dalla vagina di uscire e disperdersi e ai germi esterni di entrarvi. Questo rende la vostra jolanda un luogo decisamente pulito, molto più della vostra bocca per intenderci. Diciamo che, se sana, contiene gli stessi batteri di un vasetto di yogurt, i lactobacilli di Dordelein. Non ve lo aspettavate? Scommetto che ve la immaginavate sporca…

Come le piccole labbra, anche le grandi possono e spesso gradiscono ricevere stimolazioni consistenti, forse ancora più delle prime. Tra le varie parti che vi sto descrivendo, sono certamente le meno sensibili, e quindi possono gradire anche tocchi e carezze di una certa intensità. Prima di dedicarvi alla clitoride, fermatevi sulle labbra quindi, tirandole, titillandole e giocandoci. Personalmente e a sentire le amiche, è un modo efficace e molto piacevole per risvegliare la clitoride e prepararla a essere toccata come merita.

Arrivati a questo punto, ci tengo a dirvi una cosa: nel mondo reale, fuori dai film porno per intenderci, le piccole labbra hanno forme che voi manco ve le immaginate. La forma ideale che tutti hanno presente è, appunto, ideale. Non vorrei deludervi, ma nella maggior parte dei casi è frutto di una operazione di chirurgia plastica, la labioplastica. Le labbra femminili sono quasi sempre asimmetriche, così capita che una delle due sia tonda, mentre l’altra sembri una foglia (si dice lanceolata) con un restringimento in prossimità del perineo. Oppure le due parti hanno forma simile ma dimensione diversa. Oppure ancora, sono pure uguali tra di loro, ma arricciate e magari pure più scure del resto della pelle, o piccoline e cicciottelle, tutte tondeggianti. Insomma non c’è una regola e non ci son certezze, ma posso dirvi che non è una questione di uso e abuso della parte a dare la forma alle piccole labbra, dalla cui foggia non è possibile dire alcunché del comportamento sessuale della proprietaria.

Facilito immagine trovata in rete:

forma piccole labbra

Occorre imparare a leggere le labbra. Meglio se le piccole!
CREDITS: immagine web

Proseguendo la nostra esplorazione ci imbattiamo, è proprio il caso di dirlo, in un piccolo rilievo, un monte non segnalato su nessuna carta umana ma su cui tante persone sognano di fare un morbido atterraggio. Si tratta del monte di Venere, un dolce sporgenza che ricopre l’osso pubico, ma che altro non è che un accumulo localizzato di grasso. Dipende dal livello ormonale e dalla quantità di grasso corporeo della donna e per questo motivo di solito è maggiormente visibile e prominente nelle donne in età fertile, rispetto alle adolescenti e dopo la menopausa (momenti in cui i livelli di estrogeni sono ridotti). Con la pubertà il monte di Venere si copre di peluria e si ammorbidisce e arrotonda, spingendo in fuori la parte anteriore delle grandi labbra, che appaiono quindi più turgide e sporgenti. Di per sè non è una zona particolarmente erogena e in effetti a memoria mia l’unico a considerarla tale è Mr Trump:

“Prendile per la topa” dice Trump.
A me avevano insegnato “Prendile per la gola”

Ma in questa sede ci tengo a svelarvi un piccolo segreto. Quando state facendo l’amore, se volete aumentare l’insieme delle sensazioni che lei prova, provate a mettere una mano aperta proprio dove il monte di Venere finisce, nella pare molle delle viscere, non protetta del bacino. Sotto la vostra mano in questo momento si trovano l’utero ma soprattutto la parte alta e terminale della vagina, altamente innervati e irrorati, quindi sensibili: premete sulla pelle nuda, facendo scorrere le dita verso il basso, come voleste scavare in qualcosa di morbido e delicato (non state arando un campo mi raccomando). Se la pressione che esercitate è giusta, né troppo intensa, né troppo leggera, potrete sentire sotto i vostri polpastrelli, attraverso gli strati di pelle, l’asta del pene entrare e uscire dalla vagina. Personalmente trovo la cosa piuttosto eccitante, sia quando ricevo questa pressione, sia quando il mio compagno di giochi la esercita, un ottimo modo per aumentare il piacere della donna.

Ultima parte interessante ai fini della nostra trattazione è il perineo, il povero, bistrattato, sconosciuto, inesplorato perineo. Se non sapete dove sia, vi dò un trucco: è la zona che si appoggia al sellino della bici.

Volendo invece essere un po’ più tecnici, da un punto di vista visuale è quello spazio compreso tra la vulva e l’ano e si presenta come un lembo di pelle a forma romboidale. Da un punto di vista anatomico è l’insieme delle parti molli che chiudono in basso le pelvi ed è composto da uno strato cutaneo che ne racchiude uno muscolare, detto pavimento pelvico. Questo insieme di muscoli e fasce trattiene le pelvi dentro il bacino, evitando che l’apparato urogenitale scappi verso il basso. Il muscolo più importante tra tutti è quello pubo-coccigeo, che dovete immaginarvi come un laccio che circonda uretra, vagina e ano per terminare sul coccige.

In questa sede mi limito a dirvi che è un complesso muscolare meraviglioso, anche se fortemente misconosciuto. Eppure lo usiamo tutti i giorni più volte al giorno, tutte le volte che tratteniamo la pipì per intenderci. Contratto volontariamente e ritmicamente durante un rapporto sessuale serve ad aumentare il piacere di lei e quello di lui. Il mo consiglio spassionato è di esercitarlo quotidianamente per aumentarne l’uso consapevole e prolungato durante un rapporto.

In tutto questo, forse ve ne siete accort*, non ho ancora parlato della vagina, o più propriamente canale vaginale. A differenza della vulva, che è esterna, la vagina si trova all’interno, quindi è un organo cavo che si estende dalla vulva fino al collo dell’utero. Non è, come spesso lo si immagina, un canale aperto, dritto e verticale: ha piuttosto un andamento discontinuo, con la parte iniziale più stretta ed inclinata verso la spina dorsale e la parte terminale che va allargandosi e raddrizzandosi in concomitanza con il collo dell’utero (o cervice). In condizioni di riposo, le pareti del canale sono attaccate tra di loro, umettate e separate da un sottile strato di muco lubrificante. Complessivamente misura tra gli 8 e i 10 cm di lunghezza, ma è un organo molto elastico e, quando le circostanze lo richiedono come in un parto, è in grado di aumentare in maniera elastica il suo volume (ritornando cioè alla dimensione originaria). La vagina termina nell’utero e da essa è separato dalla cervice uterina, una imboccatura arrotondata e pervia che si sporge dentro la vagina e attraverso la quale passa lo sperma durante un rapporto sessuale completo non protetto. La vagina quindi è un organo dalla funzione duplice, servendo sia per l’accoppiamento, sia per la riproduzione e il parto.

 

Da ultimo, non posso non parlarvi dell’uretra. Che non serve direttamente né per la riproduzione né per l’accoppiamento. Ma è circondata da terminazioni nervose particolarmente sensibili, che giocano un ruolo fondamentale nell’intensità e nella qualità del piacere che percepiamo. Ed è proprio per questo che c’è chi la considera esplicitamente una compagna di giochi erotici, degna di dignità primaria. Senza voler arrivare a giochi considerati estremi come il sounding e la cateterizzazione, il mio consiglio sessuale è di considerarla terreno di gioco a tutti gli effetti. Anatomicamente la trovate facendo scorrere un dito verso il basso partendo dalla clitoride: la incontrate proprio sotto la biforcazione delle piccole labbra, in quello che viene chiamato anche vestibolo della vagina, cioè quella porzione di tessuto che conduce senza soluzione di continuità dal fuori della vulva al dentro della vagina. Vi prego pertanto di mettervi bene a mente dove si trova e di imparare a distinguerla dalla clitoride perché, sebbene siano vicine e concorrano entrambe al piacere, meritano e richiedono sollecitazioni profondamente differenti.

 

Ora la teoria la sapete.

È il caso di passare alla pratica.

 


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